Tarocchi e bisogno di conferme
- Giulia Scandolara

- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min

Ci sono momenti in cui la verità non è assente. È solo timidamente nascosta dentro di noi, e attende una conferma.
La maggior parte delle persone che arriva a chiedere una lettura dei tarocchi non è realmente confusa. Ha già intuito la direzione, ha già percepito cosa sarebbe più giusto fare, ma non si fida abbastanza di sé per dirlo ad alta voce.
È in questo frangente, che nasce il bisogno di conferme.
La risposta è già dentro di noi (ma facciamo finta di non sentirla)
Abbiamo bisogno di conferme su una persona. Conferme su una relazione. Conferme su una scelta lavorativa. Siamo quasi sicuri e sicure, là dove si parla di un cambiamento che fa paura, ma "chiama forte".
Tentenniamo, non perché non siamo in contatto con noi stessi. Ma perché abbiamo paura di sbagliare. E, questo, è un fatto naturale, umano.
Il bisogno di conferme non è debolezza, è umanità
Viviamo in un’epoca che celebra l’autosufficienza emotiva come se fosse l’unica forma di forza possibile. La verità, però, è un’altra: tutti, nei momenti di vulnerabilità, abbiamo bisogno di uno sguardo esterno.
Quando una scelta conta davvero, il rischio di errore pesa di più. E più pesa, più cerchiamo di muoverci in sicurezza, senza commettere le proverbiali cazzate.
Il bisogno di conferme non nasce sempre da un’insicurezza cronica, ma dall’importanza di ciò che è in gioco. Ed è proprio in questo frangente, che la persona può valutare i tarocchi come strumento apportatore di chiarezza.

Tarocchi e conferme: il ruolo dirimente della lettura
Una lettura di tarocchi fatta in modo professionale non serve a "dirti cosa fare".
Serve a fare ordine. I tarocchi non creano la tua risposta, ma la portano a galla. Perché essa è già presente in te, ma va solo confermata, avvalorata.
Nei momenti in cui ti trovi a un passo dalla decisione, ma continui a girare in tondo, la lettura diventa dirimente. È come arrivare agli ultimi cento metri di una maratona: le gambe tremano, ma il traguardo è davanti. La lettura dona gli ultimi cento metri di chiarezza, quelli necessari a vincere la gara.
La lettura dei tarocchi non forza nulla. Non illude. Conferma ciò che, nel profondo, già sapevi.
La mia lettura dei tarocchi: una chiarezza duratura
Nel mio lavoro di tarologa professionista, la consulenza non finisce allo scadere dell’ora.
Dopo la lettura, consegno sempre una scheda riepilogativa, ovvero la Scheda della lettura.
Si tratta di una vera e propria mappa, necessaria a non perdere la traiettoria.
La Scheda della lettura non è solo una traccia scritta. È un punto fermo, un riferimento concreto per quel cliente o quella cliente che si stanno incamminando verso una scelta determinante, per il proprio avvenire.
Questa scheda permette di:
Riprendere in mano i concetti emersi durante la lettura dei tarocchi, e ripercorrere le tappe di consapevolezza, apprese in sessione
Evitare fraintendimenti o interpretazioni emotive successive ("tu mi avevi detto che" - la lettura dei tarocchi evita proprio la confusione che può nascere a distanza dalla consulenza)
Proteggersi dai ripensamenti dettati dalla paura
Ricordare il percorso che ha portato alla decisione
Non è solo un riassunto. È la memoria di un processo di consapevolezza.
Il momento giusto per chiedere una conferma esterna
C’è un istante molto preciso in cui l’aiuto esterno diventa sano, utile, necessario.
Non è quando siamo completamente persi, e rischiamo di farci condizionare dagli altri, e da quello che loro farebbero. È quando siamo quasi arrivati alla comprensione, o al raggiungimento del nostro traguardo.
Dobbiamo chiedere aiuto esterno (attraverso la lettura dei tarocchi) quando una strada ci chiama da tempo. O quando un’alternativa ha già perso forza. Sentiamo da un po' che una scelta è più allineata di un’altra, ma manca il coraggio di dirlo a sé stessi, definitivamente.
Riconoscere questo momento è un atto di maturità interiore.
Chiedere una lettura in quel punto, a ridosso della decisione finale, non significa delegare la responsabilità. Significa invece prendersela fino in fondo, la responsabilità verso sé stessi.
Tarocchi come specchio, non come stampella
I tarocchi non sono una stampella per chi non sa camminare. Sono uno specchio per chi ha bisogno di vedersi con più chiarezza.
Se senti il bisogno di confermare una decisione, sappi che la lettura non farà altro che restituirti quella decisione con parole più nitide, immagini più chiare e una struttura emotiva che ti permetterà di andare avanti senza tornare continuamente indietro. Con il pensiero, con le azioni.
A volte non serve una nuova risposta. Serve credere a quello che già si palesa dentro di noi.
Giulia Scandolara - Tarologa professionista, Gestalt e Art Counselor









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