Non tutti possono leggere i tarocchi
- Giulia Scandolara

- 17 apr
- Tempo di lettura: 5 min

Oggi tutti leggono i tarocchi. È sufficiente aprire una piattaforma social qualsiasi, per imbattersi in qualcuno che si propone come guida, interprete, o addirittura canale.
Tutti a leggere tarocchi!
Questa diffusione massiva, però, non è innanzitutto sinonimo di qualità. Anzi, rende ancora più urgente una cosa: imparare a scegliere con attenzione da chi farsi leggere i tarocchi.
Inoltre, va detto: non tutti possono leggere i tarocchi.
Perché non tutti sono pronti ad aiutare gli altri nell'ottenere chiarezza. Non basta saper "mescolare" un mazzo. E, oltre al saper leggere i tarocchi, servono davvero tante altre competenze.
Fascinazione per i tarocchi non significa competenza
Molte persone si avvicinano ai tarocchi per fascinazione. I simboli, le immagini, il mistero: tutto contribuisce a creare un'attrazione potente.
Aver studiato i tarocchi non equivale a saper aiutare gli altri
Posso comprendere che il mazzo di tarocchi desti fascino. Ma, ad esempio, studiare il mazzo, con i suoi simboli, non trasforma la persona studiosa in una persona attenta alle esigenze altrui, dunque capace di sostenere e ascoltare gli altri. Per inciso, la lettura dei tarocchi è sempre una forma di aiuto agli altri.
Non basta quindi essere studiosi di tarocchi. E, anche coloro che "ne sanno" di simbolismo, carte e via dicendo, devono preoccuparsi di sviluppare un'altra competenza: la capacità di aiutare e ascoltare gli altri.
Sono davvero poche, le persone che hanno anche approfondito questo aspetto che, per mio impegno pregresso ho, grazie alla mia formazione come Counselor.
La lettura dei tarocchi è una forma di aiuto
L'attrazione per i tarocchi non basta, quando c'è di mezzo il fatto di aiutare gli altri a compiere scelte, o vederci chiaro.
Leggere i tarocchi non è un gioco, né qualcosa di meramente affascinante.
È un atto che coinvolge un'altra persona, che è al centro della consulenza. E al centro della consulenza non c'è mai il mazzo di tarocchi, ma la persona. Spesso, inoltre, questa persona si trova in un momento di vulnerabilità, o sofferenza personale.
Ecco: chi vuole leggere le carte, molto spesso, non ha la benché minima attenzione e preparazione, al tema dell'aiuto agli altri.
Chi legge i tarocchi (lo dico a te che leggi) non sta semplicemente interpretando delle immagini.
Quando entro in consulenza, e incontro il mio cliente o la mia cliente, sto entrando nella vita di una persona in difficoltà.
Sto offrendo uno spazio di comprensione, orientamento e chiarezza. E questo richiede responsabilità, e non un entusiasmo improvvisato, legato al fascino di un mazzo di carte.
Il peso delle parole, in sede di lettura tarocchi
Uno degli aspetti più sottovalutati dalle persone che leggono tarocchi in modo intuitivo è ad esempio il buon governo delle parole.
Serve comprendere quale messaggio incastonare, in una frase, cosa non dire assolutamente, come usare il tono di voce per rendere il messaggio penetrante, in modo che l'inconscio della persona lo percepisca.
Non tutti possono leggere i tarocchi proprio perché non tutti sanno controllarsi, nella propria capacità di dire.
Penso alle cartomanti, volutamente roboanti e chiassose. O alle persone che drammatizzano tutto: come aiuteranno le persone, in una lettura dei tarocchi? Risposta: la terrorizzeranno e basta.
Le cartomanti, ad esempio, straparlano
Troppo spesso i miei clienti raccontano di "consulti" in cui vengono lanciate affermazioni forti, lapidarie, cariche di paura o di illusioni: "succederà sicuramente", "ti tradirà", "tornerà al 100%".
Sono frasi che possono colpire, scuotere, ma anche destabilizzare profondamente chi le riceve.
Leggere i tarocchi richiede una competenza sottile: saper dosare, scegliere con cura le parole, e modulare il messaggio, per non ferire, anche là dove la verità che emerge è spinosa.
Essere responsabili, nei confronti dell'altra persona, in sede di lettura, secondo me è importante tanto quanto conoscere il linguaggio simbolico dei tarocchi. Non dare per scontato che tutti coloro che leggono tarocchi avranno cura di te.
Responsabilità e conoscenza reale
Non tutti possono leggere i tarocchi perché non serve fingersi sensitivi o essere particolarmente suscettibili ai messaggi delle carte.
Serve una conoscenza profonda del mazzo, costruita nel tempo, attraverso studio, pratica e confronto. Non serve infatti una conoscenza superficiale o puramente intuitiva, ma una comprensione strutturata dei simboli, delle dinamiche interattive che vengono a crearsi tra le carte.
La conoscenza e lo studio generano capacità intuitiva, nella lettura
L’intuizione è uno strumento prezioso, ma da sola non è sufficiente. E, anzi: le carte non andrebbero mai lette intuitivamente, se prima non si è investito del tempo per lo studio del mazzo.
Inoltre, l'intuizione nasce in un secondo momento, quando chi legge tarocchi ha studiato a lungo gli arcani, i simboli, le combinazioni delle carte. Da queste basi, allora, nascono quelle comprensioni rapide che molti attribuiscono all'intuito.
Non è mai il contrario: non si leggono i tarocchi "intuitivamente"
Quando non è sostenuta da una base solida, la lettura dei tarocchi diventa pericolosa per chi è in consulenza.
Molti si improvvisano lettori di tarocchi, affidandosi esclusivamente a ciò che sentono. Ma così facendo non stanno aiutando: stanno proiettando il proprio sentire sugli arcani. Stanno interpretando senza criterio. E spesso stanno solo creando confusione o false convinzioni.
Leggere i tarocchi, invece, significa unire sensibilità e tecnica, conoscenza. Empatia e metodo. Presenza e competenza.

La distanza professionale: molti la ignorano
"Ciao cara!" - ma cara a chi?! C’è un altro punto fondamentale, spesso ignorato: la distanza professionale.
Non tutti possono leggere i tarocchi perché non tutti riescono a mantenere il giusto distacco.
È facile scivolare nel ruolo dell'amico o dell'amica confidente, creare un clima eccessivamente informale, finendo per lasciarsi coinvolgere emotivamente, ben oltre il necessario.
L'eccesso di confidenza non aiuta il cliente. Anzi, rischia di compromettere la qualità della lettura di tarocchi.
Chi legge i tarocchi in modo professionale sa esserci senza invadere, sa accogliere senza con-fondersi con l'altro. Sa cioè essere presente, con lucidità, e senza eccessi.
Mantenere un equilibrio preciso è determinante, in lettura: occorre stare abbastanza vicino alla persona, da capire, ma anche abbastanza distante da poter guidare l'altro, ad esempio nella formulazione della domanda corretta (altro aspetto sottovalutatissimo da chi legge tarocchi a casaccio).
Scegliere con consapevolezza
In un contesto in cui tutti leggono i tarocchi, la vera differenza la fa chi sceglie. Ovvero tu, che devi avere molta responsabilità, nei tuoi confronti.
Scegliere bene significa osservare, ascoltare, percepire il livello di profondità di chi legge i tarocchi.
Significa chiedersi: questa persona mi può davvero aiutare a vedere meglio? Oppure mi sta solo dicendo ciò che voglio sentire, o ciò che può colpirmi di più?
I tarocchi, se usati con competenza e responsabilità, sono uno strumento potente. Ma come ogni strumento potente, nelle mani sbagliate può fare più danni che bene.
Ecco perché è importante ricordarlo, senza giri di parole: non tutti possono leggere i tarocchi. Le persone troppo empatiche rischiano trasmetterti una vicinanza posticcia che non aiuta. Chi millanta doni può impressionarti e confonderti. Pensaci per tempo!
Giulia Scandolara - Tarologa professionista, Gestalt e Art Counselor



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