Lettura tarocchi: aiuta a vedere a chi dai fiducia
- Giulia Scandolara

- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min
Una delle motivazioni principali per cui le persone fanno una lettura tarocchi è comprendere se possono davvero fidarsi di quella persona a cui – in realtà – hanno già dato fiducia (magari troppo velocemente).
Oggi però, non voglio solo parlare di tarocchi, ma anche dell’atteggiamento stesso del “dare fiducia”.
Perché credo che, non rivedere questo comportamento, alla base, vanifichi ad esempio tutte quelle letture di tarocchi che le persone fanno.
Voglio dire: non solo ha senso comprendere, con una lettura dei tarocchi, se ti puoi davvero fidare di quella persona. Ma ha senso anche rivedere (nel caso serva) il modo in cui tu tendi a dare fiducia agli altri.
Perché non metti alla prova chi hai davanti?
Oggi, sempre più persone tendono a fidarsi degli altri con estrema facilità. Fare il contrario (ovvero portare l’altra persona a guadagnarsela, la fiducia) è un’attitudine pressoché rara.
E non è un “problema” del singolo individuo. È una vera e propria tendenza collettiva.
Il panorama delle relazioni contemporanee ha subìto una metamorfosi radicale – partirei da qui. E dobbiamo sapere come siamo cambiati. Perché, se vogliamo davvero muoverci consapevolmente, nelle relazioni, non possiamo ignorare le cause profonde dei problemi che viviamo.
Le derive del virtuale non sono lontane dalle derive della realtà
Piattaforme come Tinder e le varie chat d'incontro hanno accelerato i tempi della conoscenza, e hanno anche tragicamente svuotato il significato dell'intimità. Ma questo “fidarsi in fretta” non arriva da Tinder.
Anche negli incontri in carne ed ossa è stato sdoganato un clima di “empatia immediata” che sembra rendere tutti più “simpatici e piacevoli”. E questo atteggiamento arriva da molto lontano.
Il punto (tra parentesi) è che, per costruire una relazione, il legame fra due individui necessita quasi per forza di alcune regole, e la conquista di tappe, se non del tutto prestabilite, in ogni caso raggiunte gradualmente.
Le relazioni muoiono anche per la troppa libertà
Le cause storiche di questo mood del “fidarsi subito” sono imputabili prettamente – e non scambiatemi per bacchettona – alla Rivoluzione sessuale (1960 circa).
Specifico: grazie alla Rivoluzione sessuale abbiamo tutti ottenuto enormi vantaggi, come persone.
Deragliando in modo voluto dagli schemi tradizionali conosciuti, per stabilire una relazione profonda, a livello personologico e sociale (schemi prettamente imputabili al patriarcato, come il matrimonio) ci siamo ritrovati e ritrovate senza nuove prospettive e dinamiche d’incontro. Cosa che, a lungo andare, ha trasformato la libertà in confusione di direzione (per molti, non per tutti).
Il mare degli odierni fraintendimenti relazionali, e il sesso con sconosciuti poco affini a noi rappresentano la conseguenza secondaria della Rivoluzione sessuale, che ci piaccia, o no.
Legami che non uniscono
Sempre più spesso assistiamo alla nascita di legami che si consumano interamente dentro il perimetro di uno schermo. O, se due persone riescono a superare lo scoglio della realtà virtuale, abbiamo storie che durano al massimo pochi incontri.
Soprattutto le relazioni che nascono dalla virtualità, ma non solo queste relazioni, sono poi figlie di un altissimo grado di idealizzazione romantica.
Cosa ci ha influenzato così tanto? E cosa ci influenza, ancora?
E, per comprendere questa idealizzazione romantica dovremmo interrogarci sull’erotomania delle soap opera, sulle derive del capitalismo, che entra dritto e liscio nelle case di tutti attraverso TV, palinsesti di dubbio gusto, film che ricalcano il solco di favole edulcorate.
Questa idealizzazione estrema dell’amore romantico ci è entrata nel DNA a pane e televisione/cinema/pubblicità sessiste/favole.
E si è spostata bene (solo lei, l'idealizzazione estrema) con l'ombra imprevista della Rivoluzione sessuale: la libertà ad ogni costo.
Dunque specificherei che, non è solo il dare fiducia subito, a rendere vulnerabili le persone, e a rendere i legami deboli.
Ma è un cocktail di più elementi, a stroncare, in generale, gli incontri. Il bruciare le tappe, il volersi fidare a ogni costo, in barba a tutti i segnali di fumo che dovrebbero far scappare a gambe levate, e l’idealizzazione romantica. Il cocktail è servito.
Dare troppa fiducia agli sconosciuti
Le persone aprono le porte della propria interiorità, e talvolta della propria vita materiale, a individui di cui non conoscono nulla. Lo fanno, guidate dal bisogno di essere viste e accolte. Depistate dall’errore che si possa andare d’accordo, o trovare un accordo più o meno con tutti. È vero invece il contrario. Possiamo essere in accordo con pochi.
È poi un attimo cadere nell’inganno emotivo, o addirittura nella truffa sentimentale.
Online – non lo si dice mai abbastanza – è pieno di persone che fingono di essere ciò che non sono. Persone che, anche per anni, diventano un punto di riferimento emotivo (che però non è reale) nella vita di qualcuno.
Il fenomeno delle truffe affettive online è in costante aumento e non si limita affatto al solo spazio virtuale. Spesso la manipolazione prosegue e si consuma anche quando avviene l'incontro di persona.
Esistono professionisti della mistificazione capaci di recitare una parte perfetta dal vivo, sfruttando la vulnerabilità emotiva accumulata durante mesi di chat, per ottenere vantaggi economici, personali o psicologici.
L'incontro fisico, quindi, non rappresenta più una garanzia automatica di autenticità o di sicurezza.
“Posso davvero fidarmi?” – te lo devi chiedere per tempo
In un'epoca in cui l'immediatezza tecnologica ha anestetizzato il nostro istinto di conservazione, diventa vitale recuperare la capacità di proteggersi.
È fondamentale imparare a capire per tempo chi si ha davvero davanti, prima di investire sentimenti, energie e speranze in una storia che non esiste, o che di partenza dà solo preoccupazioni.
Rallentare, osservare le incongruenze e pretendere una reale trasparenza sono i primi passi per ridefinire i confini della propria dignità emotiva.
Questo è il cambio di atteggiamento di cui parlavo nell’incipit dell’articolo. Darsi il tempo, per comprendere, ancor prima di essere emotivamente coinvolte e coinvolti, chi è l'altra persona.
Il punto infatti è che – se lo chiedi a me – molte persone si fanno la domanda (posso fidarmi o no?) quando ormai sono emotivamente coinvolte, e quando hanno già investito le proprie energie in una situazione poco chiara.
La lettura dei tarocchi
In questo percorso di disillusione e ricerca della verità, uno metodo antico e simbolico come la lettura dei tarocchi può offrire una chiave di volta inaspettata e profonda.
Attraverso lo specchio degli arcani, la tarologia agisce come un amplificatore di consapevolezza.
Una stesa mirata permette di indagare la dinamica che muove una relazione, portando alla luce le reali intenzioni dell'altro e, soprattutto, i motivi interiori che ci spingono a dare credito a chi magari non merita fiducia.
Non arrivare tardi
Una lettura di tarocchi aiuta a squarciare il velo delle proiezioni ideali (quell’idealizzazione romantica che spesso confonde). Restituisce chiarezza oggettiva, e dona quella concretezza necessaria per proteggere il tuo cuore dai raggiri dell'era digitale.
Il mio consiglio è quello di fare una lettura dei tarocchi soprattutto quando si sta conoscendo una nuova persona “da poco”.
Molto spesso, le persone arrivano a fare tardi, questa lettura, quando il cuore è già vincolato emotivamente all’altro, o all’altra. Dovremmo invece assicurarci che l’altro sia affidabile, prima di far entrare questa persona nel nostro cuore.
Giulia Scandolara - Tarologa professionista, Gestalt e Art Counselor




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